Nuraghe IS PARAS
Noto per la camera interna a tholos, la più
alta e armoniosa tra quelle conosciute, il nuraghe
“Is Paras” è stato realizzato in tre fasi
costruttive principali. Sorto come nuraghe monotorre
intorno al XVXIV secolo a.C. è poi diventato
nei secoli successivi nuraghe “a tancato” e poi
nuraghe “trilobato”.

Si trova sulla cima di un
piccolo rilievo marnoso a 505 metri sul livello
del mare nell’immediata
periferia Nord dell’abitato. La tecnica utilizzata
è quella a filari regolari orizzontali
e il materiale è in prevalenza calcare
(bianco e bruno), marna locale e originalmente,
nei filari terminali, erano presenti conci di
basalto nero.
Gli scavi archeologici degli anni
1974/76 sono stati ripresi nel 1998, quando è
stata sottoposta a scavo una vasta aerea ed è stata precisata la planimetria del complesso nuragico.
Nel settore orientale, tra il muro del bastione
e La Tholos di Is Paras è la più bella
e armoniosa camera interna, oltre che la più
alta – m. 12,50 dell’intera civiltà nuragica.




Nuragus.
"In questa parte della Sardegna che a detta di storici e archeologi fu la linea di demarcazione tra la Civitas barbarie e la romanizzata Marmilla: un confine tra la montagna e la pianura.
Nuragus era in origine Valenza. Lo testimoniano i ruderi di una chiesa in stile romanico dedicata a Santa Maria di Valenza nelle campagne del paese. Valenza, Valentia, era una antica città romana, un importante passaggio nella strada che collega Ciliari ad Olbia.

Dice una leggenda delle origini che dopo la distruzione di Valenza, nelle vicinanze si sarebbe formato un sobborgo che prese il nome di Ruinas. Poi venne la peste, sotto forma di musca macedda, il terribile insetto della tradizione popolare sarda, rinchiuso in antichissime arche e che una volta liberato provoca solo devastazione e fame e guerra. E appunto pestilenza. Siamo nel cinquecento, Medioevo in Sardegna mentre altrove si è già entrati nel Rinascimento."
La chiesa Sant'Elia, chiesa campestre di stile romanico, solennemente festeggiato e portato in processione dal 5 al 7 luglio. Storia e leggenda si intrecciano……

"…A quel tempo,tempi antichissimi, “un proprietario di Barumini”, a cui avevano rubato il bestiame, avendo ritrovato il suo gregge smarrito, per grazia di Sant'Elia, volle costruirgli una chiesa proprio nel luogo dove rinvenne la refurtiva e cioè a Nuragus”.
Lì venne edificata la chiesetta e tutti gli anni i nuraghesi e i baruminesi facevano festa insieme in buona armonia. Fino a quando, per futili motivi, non nacquero dissidi e conflitti. I barunesi, appropriatisi della statua di Sant'Elia non la vollero più mandare a Nuragus. Cosichè i nuraghesi, ordinarono una nuova statua da Napoli “donde fu spedita per mare”.
Deve essere stato un viaggio avventuroso. “Quando la cassa con la statua arrivò a Nuragus, la trovarono forata in un punto: era stato Sant'Elia che, durante il viaggio, si era procurato aria, bucando col dito il legno e restando con la mano destra sollevata e l'indice teso”.
Era un segno, un avvertimento per dire della vera fede e delle vere ragioni, se è vero, conclude la leggenda che “da questo tempo in poi, il Santo di Barumini non fece più miracoli”.

Peppa e Luca esultano: è finita, si và tutti a mangiare
al ristorante "Il Cardellino" di Isili.
 
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